Counseling Relazionale di gruppo

Lavorare su di sé con gli altriː a scuola, nel lavoro e nella vita privata

Per Counselor di gruppo si intende colui che promuove e dirige il processo di gruppo il cui obiettivo è il miglioramento della qualità di vita dei clienti sostenendo i loro punti di forza e la loro capacità di autodeterminazione. Il processo nasce dal gruppo stesso che propone e scambia le proprie esperienze come dono di crescita per tutti e ciascuno e il Counselor, parte integrante del gruppo, ne è il facilitatore.

Settori di intervento

Le possibilità di intervento sono molteplici nell’ambito della consulenza, dello sviluppo di comunità, del sostegnoː

-nella scuola e nell’ambito educativo; nella formazione professionale con il gruppo classe, con gli insegnanti ed operatori educativi
-nelle attività e istituzioni per la formazione delle equipes e team di lavoro
-nelle aziende
-nell’ambito del Teatro
-negli interventi specifici nel ciclo di vita: età evolutiva, adolescenti, adulti, anziani
-nell’intervento con categorie omogenee: gruppi monoprofessionali,  genitori, ecc.

Un tipo particolare di Counseling di gruppoː Il Teatrale e/o Cinematografico

A scuola nella didattica della comunicazione. Coi bambini. Per gli adulti

Il Counseling Teatrale, è un processo di crescita personale e di gruppo, che utilizza come strumento l’arte teatrale e la sua tecnica. Dunque non è fine a se stesso e nel compito di realta’ della realizzazione scenica ha come fine ultimo l’evoluzione dell’essere umano.

Modificare le relazioni: questo è l’aspetto curativo, etimologicamente, da Cor Urat, che scalda il cuore e lo stimola.

Il cambiamento di una persona del gruppo sostanzia la sua competenza acquisita che a livello sistemico crea dei nuovi compotamenti di relazione che inducono il resto del gruppo a rapportarsi, interpretando nuovi modi di comunicare.

Nel gioco del “fare come se”, come insegna Moreno, si instaurano nuovi rapporti interpersonali che non possono che diventare intrapersonali quando implicano l’attuazione di un nuovo punto di vista e l’acquisizione di una nuova Mappa del mondo.

È importante, per essere presente sul palcoscenico, sviluppare il processo creativo attraverso l’autoconoscenza che parte dalla centralità e dall’osservazione; intendo quest’ultima non nel senso di mera elaborazione mentale, che ci allontana inconsapevolmente dalla percezione, ma come un mettersi in ascolto di sé, degli altri e della vita stessa. Beatrice Bracco